Consultazione per gli affidamenti in-house del lotto Bacino Metropolitano - 2026
Attività di consultazione rivolte agli enti e agli stakeholder interessati ai servizi oggetto dei futuri affidamenti di TPL
Proposte dalle associazioni dei consumatori
Il 30 gennaio 2026 (10:00 - 12:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori. I partecipanti si sono confrontati su:
- gli aspetti di qualità considerati punti di forza nell’attuale assetto del servizio di TPL
- ii punti di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL
- le vostre proposte per migliorare la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house
I punti di forza dell’attuale assetto del servizio di TPL.
Le associazioni riconoscono come elemento positivo la continuità gestionale garantita dall’affidamento in-house, che consente ai gestori storici di mantenere una conoscenza approfondita del territorio, delle linee e dell’utenza. Questa stabilità è vista come una tutela per i cittadini e, indirettamente, come un fattore che contribuisce alla qualità del servizio grazie alla salvaguardia delle competenze e delle condizioni di lavoro dei dipendenti del TPL.
Un ulteriore punto di forza è individuato nella maggiore capacità di controllo e intervento rispetto agli affidamenti esterni, che permette di agire più rapidamente su puntualità, regolarità e affidabilità.
Viene inoltre riconosciuto il miglioramento del parco mezzi, favorito anche dai finanziamenti recenti, con benefici in termini di comfort, rumorosità e riduzione dei guasti.
Nell’area metropolitana di Torino è infine apprezzata l’intermodalità tra bus, tram e metropolitana e la collaborazione strutturata tra azienda e associazioni per il monitoraggio della customer satisfaction, considerata una buona pratica da estendere.
I punti di debolezza dell’attuale assetto.
E’ emersa come criticità la frammentazione del sistema, con scarsa integrazione tra gestori e modalità di trasporto. Le associazioni segnalano frequenti disallineamenti degli orari, coincidenze mancate tra bus e treni e difficoltà di accesso alle stazioni, che rendono il viaggio complesso e poco competitivo rispetto all’auto privata.
Un’altra debolezza rilevante è la forte disomogeneità nella tutela dell’utente: Carte dei Servizi diverse, livelli di informazione e di monitoraggio non uniformi e un coinvolgimento non sempre garantito delle associazioni nei processi di definizione degli standard.
Si segnalano infine criticità legate alla sicurezza, al sovraffollamento nelle fasce scolastiche, alla pulizia dei mezzi e a un’accessibilità ancora non pienamente garantita per le persone con disabilità, nonostante il rinnovo della flotta.
Le proposte per migliorare la qualità del servizio di TPL nei futuri affidamenti in-house.
Le associazioni indicano come prioritaria la standardizzazione, a partire dall’adozione di una Carta dei Servizi unica che definisca diritti, indicatori di qualità e strumenti di tutela comuni per tutti gli utenti.
Centrale è anche la richiesta di un biglietto unico o, quantomeno, di una piena integrazione tariffaria e di pagamento, per superare l’attuale complessità dei titoli di viaggio.
Sul piano della pianificazione, viene proposta una programmazione basata sui flussi reali di mobilità, con il coinvolgimento dei mobility manager, e una reale complementarietà degli orari tra gomma e ferro.
Infine, viene richiesto un sistema di monitoraggio sistematico della qualità percepita esteso a tutto il territorio regionale, fondato su indagini strutturate e rappresentative, in grado di produrre dati oggettivi su cui basare il miglioramento continuo del servizio.
Questo dibattito è aperto a chi non ha partecipato all’incontro e a chi desidera aggiungere elementi, portare esempi, rafforzare o riorientare le proposte emerse.
In questo dibattito raccogliamo in particolare contributi per gli affidamenti in house del Bacino Metropolitano (GTT)
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A tal proposito segnalo lo stato pietoso dei collegamenti tra il quartiere Nizza-Millefonti e la stazione del Lingotto: lontana dalla metro, a cui è collegata dal passaggio pedonale, e toccata da 18, 63/ e 74 con un giro assurdo. Una soluzione potrebbe essere recuperare l'idea di un sovrappasso dedicato ai mezzi pubblici presentata nel progetto "Rete Forte 2012" (pag 10): https://www.mtm.torino.it/wp-content/uploads/attachments/Centro_Interscambio_Lingotto.pdf
Una pista ciclabile sul lato sud dell'ipotetico cavalcavia permetterebbe anche un collegamento rapido con le piste ciclabili di Via Nizza e Via Pio VII senza intralciare le discese ai binari.
Sarebbe opportuno anche spostare l'interscambio a Porta Susa da Piazza XVIII Dicembre. Una soluzione può essere quella proposta nella 2a immagine di pag 20 di quest'altro documento dello studio del 2012: https://www.mtm.torino.it/wp-content/uploads/attachments/Rete_Forte_2012_Schemi.pdf
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