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Consultazione per gli affidamenti in-house del lotto Bacino Metropolitano - 2026

Attività di consultazione rivolte agli enti e agli stakeholder interessati ai servizi oggetto dei futuri affidamenti di TPL

Fase 4 di 4
Condivisione degli esiti 06/02/2026 - 28/02/2026
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Modifiche a "Proposte dalle associazioni per la disabilità"

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Descrizione (Italiano)

-Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-houseproposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizioQuesto dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.Punti di forza e criticità dell’assetto attualeRispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali. L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti. Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.Indicazioni per i futuri affidamenti in-housePer i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano. Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:l’estensione strutturale della figura del disability manageruna programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermateun uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti. Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.Consulta il report completo +Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-houseproposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizioQuesto dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.Punti di forza e criticità dell’assetto attualeRispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali. L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti. Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.Indicazioni per i futuri affidamenti in-housePer i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano. Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:l’estensione strutturale della figura del disability manageruna programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermateun uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti. Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.Consulta il report completo
  • -<p>Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:</p><ul><li>gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-house</li><li>proposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?<br><br></li></ul><h5><strong>Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizio</strong></h5><p>Questo dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.<br>Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.<br><br></p><h5><strong>Punti di forza e criticità dell’assetto attuale</strong></h5><p>Rispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.</p><p>Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali.&nbsp;</p><p>L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti.&nbsp;</p><p>Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.</p><p>Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.<br><br></p><h5><strong>Indicazioni per i futuri affidamenti in-house</strong></h5><p>Per i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano.&nbsp;</p><p>Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:</p><ul><li>l’estensione strutturale della figura del disability manager</li><li>una programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermate</li><li>un uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti.&nbsp;</li><li>Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.</li></ul><p>Consulta il report completo</p>
  • +<p>Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:</p><ul><li>gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-house</li><li>proposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?<br><br></li></ul><h5><strong>Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizio</strong></h5><p>Questo dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.<br>Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.<br><br></p><h5><strong>Punti di forza e criticità dell’assetto attuale</strong></h5><p>Rispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.</p><p>Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali.&nbsp;</p><p>L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti.&nbsp;</p><p>Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.</p><p>Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.<br><br></p><h5><strong>Indicazioni per i futuri affidamenti in-house</strong></h5><p>Per i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano.&nbsp;</p><p>Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:</p><ul><li>l’estensione strutturale della figura del disability manager</li><li>una programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermate</li><li>un uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti.&nbsp;</li><li>Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.</li></ul><p><a href="https://ampartecipa.mtm.torino.it/processes/consultazione-in-house-bacinometropolitano/f/53/meetings/66" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Consulta il report completo</a></p>
Eliminazioni
-Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-houseproposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizioQuesto dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.Punti di forza e criticità dell’assetto attualeRispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali. L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti. Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.Indicazioni per i futuri affidamenti in-housePer i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano. Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:l’estensione strutturale della figura del disability manageruna programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermateun uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti. Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.Consulta il report completo +Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-houseproposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizioQuesto dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.Punti di forza e criticità dell’assetto attualeRispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali. L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti. Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.Indicazioni per i futuri affidamenti in-housePer i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano. Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:l’estensione strutturale della figura del disability manageruna programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermateun uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti. Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.Consulta il report completo
Aggiunte
-Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-houseproposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizioQuesto dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.Punti di forza e criticità dell’assetto attualeRispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali. L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti. Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.Indicazioni per i futuri affidamenti in-housePer i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano. Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:l’estensione strutturale della figura del disability manageruna programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermateun uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti. Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.Consulta il report completo +Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-houseproposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizioQuesto dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.Punti di forza e criticità dell’assetto attualeRispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali. L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti. Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.Indicazioni per i futuri affidamenti in-housePer i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano. Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:l’estensione strutturale della figura del disability manageruna programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermateun uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti. Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.Consulta il report completo
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  • -<p>Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:</p><ul><li>gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-house</li><li>proposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?<br><br></li></ul><h5><strong>Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizio</strong></h5><p>Questo dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.<br>Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.<br><br></p><h5><strong>Punti di forza e criticità dell’assetto attuale</strong></h5><p>Rispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.</p><p>Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali.&nbsp;</p><p>L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti.&nbsp;</p><p>Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.</p><p>Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.<br><br></p><h5><strong>Indicazioni per i futuri affidamenti in-house</strong></h5><p>Per i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano.&nbsp;</p><p>Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:</p><ul><li>l’estensione strutturale della figura del disability manager</li><li>una programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermate</li><li>un uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti.&nbsp;</li><li>Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.</li></ul><p>Consulta il report completo</p>
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  • +<p>Il 30 gennaio 2026 (15:00 - 17:00) si è svolto l'incontro online con i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità. I partecipanti si sono confrontati su:</p><ul><li>gli aspetti di qualità considerati punti di forza e di debolezza nell’attuale assetto del servizio di TPL erogato dalle società in-house</li><li>proposte per migliorare l’accessibilità e la qualità del servizio di TPL per i futuri affidamenti in-house?<br><br></li></ul><h5><strong>Perché l’accessibilità è una questione di qualità del servizio</strong></h5><p>Questo dibattito prende avvio dal confronto con le associazioni delle persone con disabilità, svolto nell’ambito della consultazione per i futuri affidamenti in-house del servizio di trasporto pubblico locale.<br>Il confronto ha assunto come principio guida che l’accessibilità non riguarda una minoranza, ma rappresenta una condizione di qualità universale del servizio.<br><br></p><h5><strong>Punti di forza e criticità dell’assetto attuale</strong></h5><p>Rispetto all’assetto attuale del TPL, le associazioni riconoscono come punto di forza l’esistenza di un quadro normativo regionale che definisce standard minimi di accessibilità e alcune buone pratiche già presenti, come la figura del disability manager in GTT e i casi in cui mezzi, infrastrutture e personale funzionano in modo coordinato. In queste situazioni, l’accessibilità dimostra di essere compatibile con l’efficienza del servizio.</p><p>Allo stesso tempo, emergono punti di debolezza strutturali.&nbsp;</p><p>L’accessibilità è applicata in modo disomogeneo e discontinuo: fermate, stazioni e veicoli accessibili solo parzialmente; ausili presenti ma non funzionanti; annunci vocali e visivi intermittenti.&nbsp;</p><p>Un nodo centrale riguarda la manutenzione, spesso non considerata parte essenziale della qualità del servizio.</p><p>Le criticità si aggravano in caso di imprevisti, quando l’informazione non è accessibile a tutte le disabilità, e sono amplificate da una formazione del personale percepita come insufficiente.<br><br></p><h5><strong>Indicazioni per i futuri affidamenti in-house</strong></h5><p>Per i futuri affidamenti in-house, le associazioni propongono di rendere l’accessibilità un requisito contrattuale vincolante, non un elemento accessorio: mezzi e infrastrutture devono essere considerati idonei solo se tutte le dotazioni di accessibilità funzionano.&nbsp;</p><p>Vengono in particolare avanzate le seguenti proposte:</p><ul><li>l’estensione strutturale della figura del disability manager</li><li>una programmazione pluriennale degli investimenti sulle fermate</li><li>un uso della tecnologia orientato all’autonomia e alla gestione degli imprevisti.&nbsp;</li><li>Centrale anche il tema della formazione, da ripensare in chiave esperienziale.</li></ul><p><a href="https://ampartecipa.mtm.torino.it/processes/consultazione-in-house-bacinometropolitano/f/53/meetings/66" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Consulta il report completo</a></p>
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Versione creata il 03/02/2026 15:52
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